La Sindrome della "bocca che brucia" o BMS: come riconoscerla?

La sindrome della “bocca che brucia” (BMS) in assenza di lesioni è da tempo oggetto di studio, e molte sono le correlazioni con il periodo di menopausa nelle donne -anche associato ad altri sintomi- ma anche in donne giovani e nel sesso maschile (più raro). In calce a questo articolo potrete trovare riferimenti scientifici e dove poter approfondire  l’articolo intero e la bibliografia, peraltro revisionata dalla Dottoressa Sabrina Santaniello (pubblicato su Dental Tribune Italian Edition, gennaio 2017)....(leggi tutto)

Il problema BMS è in aumento e quindi società scientifiche come l’AIRO (Accademia Italiana Ricerca Orale), sono ritornate su questo importante focus. Di fatto è un quadro clinico caratterizzato da bruciore, parestesia (perdita di sensibilità localizzata o diffusa), dolore ma in assenza totale di lesioni tali da giustificare questi sintomi.

In alcuni casi si associa anche “xerostomia”, ovvero assenza di salivazione anche in grado di dare forti disagi.

In alcuni casi si produce anche ipersensibilità alle componenti di alcuni cibi e alterazioni del gusto, e tutto questo quadro può anche influire a livello psicologico in maniera....importante.

Purtroppo al momento la causa non è conosciuta e questa “sindrome” non ha un capitolo tutto suo per ciò che riguarda la cura e la diagnosi: si parla di  ipotesi che riguardano “fattori locali” come “irritazioni meccaniche”, parafunzioni, disfunzioni, contatto con “allergeni”  presenti nei materiali dentari e fenomeni elettrogalvanici (più metalli in bocca che interagiscono fra di loro creando campi elettromagnetici producendo fastidiose scariche elettriche ed ipersensibilità).

Ma anche in patologie come il diabete mellito, la carenza di vitamina B, di acido folico o di ferro, variazioni ormonali, malattie gastrointestinali, psichiatriche o neurologiche ed effetti avversi ad alcuni farmaci, possono essere accompagnati da tale sintomatologia. L’ipotesi ormonale nella BMS sembrerebbe confermata dall’elevata incidenza e prevalenza di questa condizione fra le donne in menopausa (le donne infatti sono più spesso colpite rispetto agli uomini, e ancora di più le donne in menopausa). 

La presenza di correlazioni multifattoriali, di molteplici sintomi a volte correlati, richiedono di certo una cooperazione tra più specialisti nel campo medico e della odontoiatria, anche al fine di comprendere se la BMS è primaria (trattamento è principalmente sintomatico, si basa sui segni presenti ed è mirato ad alleviare il dolore locale, anche eliminando spezie e alcol) o secondaria.

Di certo il primo passo è rivolgersi al proprio medico dentista e iniziare il percorso di ricerca e di diagnosi, nel frattempo ci auguriamo che la ricerca possa aumentare gli strumenti in grado di aiutare i pazienti colpiti dalla BMS.

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Dott. Marco Squicciarini

Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia e Protesi Dentaria

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